Nadia Murad
Premio Nobel per la Pace
Fondatrice e Presidente di Nadia’s Initiative
PERCHÉ NADIA — COSA NE APPRENDE IL PUBBLICO
Nadia Murad è una vincitrice del Premio Nobel per la Pace e una delle figure più influenti nel ridefinire il modo in cui il mondo affronta la violenza sessuale legata ai conflitti. Ha portato la giustizia e il recupero guidati dalle vittime dai margini al centro delle politiche globali, cambiando lo standard in base al quale governi, istituzioni internazionali e sistemi giuridici vengono chiamati a rispondere delle proprie azioni.
Nel 2014, Nadia fu fatta prigioniera dallo Stato Islamico (ISIS) durante il genocidio contro la comunità yazida. Dopo essere fuggita, scelse di parlare apertamente, non per cercare compassione, ma per imporre un confronto globale con i sistemi che hanno permesso che questi crimini accadessero e rimanessero impuniti.
Ciò che ne è seguito non è stata solo attività di sensibilizzazione, ma una vera e propria trasformazione. Nadia ha promosso cambiamenti fondamentali nei quadri giuridici internazionali, ha introdotto meccanismi di responsabilizzazione, ha ampliato l’accesso ai risarcimenti e ha integrato approcci incentrati sulle vittime nelle risposte istituzionali in diverse regioni. Laddove vi erano lacune nel sistema globale, si è adoperata per colmarle.
Ha chiamato a rispondere delle proprie azioni capi di Stato, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e governi, spingendoli ad agire per garantire giustizia alle vittime e a rafforzare le risposte globali alla violenza sessuale legata ai conflitti. La sua leadership è stata determinante per la creazione del meccanismo investigativo delle Nazioni Unite UNITAD e per l’adozione della Risoluzione 2467 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, traguardi che hanno ridefinito il diritto internazionale.
Nadia è la Fondatrice e Presidente di Nadia’s Initiative, un’organizzazione no-profit dedicata alla ricostruzione delle comunità in crisi e alla promozione di iniziative a livello globale a favore delle vittime di violenza sessuale. Si è battuta per l’accesso al risarcimento per le vittime in tutto il mondo.
Nel 2016 è diventata la prima Ambasciatrice di buona volontà delle Nazioni Unite per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani. Nel 2018 le è stato conferito il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nella lotta contro l’uso della violenza sessuale come arma di guerra.
Il suo lavoro si fonda su un principio intransigente: i sopravvissuti devono essere al centro dei sistemi creati per proteggerli, non come simboli, ma come leader che plasmano leggi, politiche e percorsi di recupero.

Notari, Emanuela